Un racconto autentico, diretto, senza filtri.
Una vita vissuta tra Svizzera e Italia, tra lavoro, sacrificio e identità.
Non è un libro scritto per spiegare.
Non è un libro scritto per insegnare.
È un libro nato per lasciare una traccia.
Ricordi veri, luoghi reali, esperienze vissute nei quartieri del luganese —
Cassarate, Pregassona, Viganello, Molino Nuovo —
dove il tempo ha formato un uomo prima ancora delle parole.
Un libro che parla di appartenenza e distanza.
Di cosa significa vivere tra due mondi senza appartenere mai del tutto a uno solo.
Questo libro è ambientato nel Ticino
e racconta la vita di un adolescente italiano che cresce negli anni ’70
tra i paesi e i quartieri del luganese — Lugano, Cadro, Viganello, Molino Nuovo, Cureggia, Pregassona, Cassarate.
È un tempo fatto di lavoro, regole e silenzi.
Un tempo in cui non bastava esistere: bisognava dimostrare.
Tra scuola, strada e fatica quotidiana, si forma lo sguardo di un ragazzo
che impara presto cosa significa sentirsi diverso,
straniero tra gli svizzeri e “lo svizzero” quando torna al paese.
Ogni luogo lascia un segno.
Ogni incontro costruisce carattere.
Ogni giornata aggiunge un pezzo a un’identità che non trova mai un confine preciso.
Non è solo un racconto di crescita.
È una testimonianza vera, concreta, senza filtri.
Un pezzo di vita che non cerca approvazione,
ma rispetto.
Perché certe vite non chiedono di essere capite.
Chiedono solo di essere riconosciute.